RADON
Il radon (o rado, precedentemente niton) è l'elemento chimico che nella tavola periodica viene rappresentato dal simbolo Rn e numero atomico 86. Scoperto nel 1898 da Pierre e Marie Curie, è un gas nobile e radioattivo che si forma dal decadimento del radio (con espulsione di un nucleo di elio), generato a sua volta dal decadimento dell'uranio.
Il radon è un gas molto pesante, pericoloso per la salute umana se inalato.
L'isotopo più stabile, il 222Rn ha una vita media di 3,8 giorni e viene usato in radioterapia.
Uno dei principali fattori di rischio del radon è legato al fatto che accumulandosi all'interno di abitazioni diventa una delle principali cause di tumore al polmone.
Si stima che sia la causa di morte per oltre 20.000 persone nella sola Unione Europea ogni anno ed oltre 3.000 in Italia.
Polonio e bismuto sono prodotti, estremamente tossici, del decadimento radioattivo del radon.
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Potrebbero piaceri anche questi due dosumenti:
- Radon e Salute di ARPA Piemonte
- Monitoraggio Radon di ARPA Lombardia
RIFERIMENTI NORMATIVI
In Italia non c'è ancora una normativa per quanto riguarda il limite massimo di concentrazione di radon all'interno delle abitazioni private.
Si può fare riferimento ai valori raccomandati dalla Comunità Europea di 200 Bq/m3 per le nuove abitazioni e 400 Bq/m3 per quelle già esistenti.
Una normativa invece esiste per gli ambienti di lavoro (Decreto Legislativo n° 241, del 26/05/2000) che fissa un livello di riferimento di 500 Bq/m3.
Scarica qui il DL 241 del 26/05/2000 oppure collegati al sito parlamento.it
Per le scuole non vi sono indicazioni ma si ritiene per il momento di poter assimilare una scuola ad un ambiente di lavoro.
Molti paesi hanno adottato valori di riferimento più bassi:
Stati Uniti: 150 Bq/m3
Regno Unito: 200 Bq/m3
Germania: 250 Bq/m3
La Svizzera ha invece optato per un valore limite prescrittivo di 1000 Bq/m3 e un valore operativo (raccomandato) di 400 Bq/m3, mentre le scuole, per la presenza di bambini e giovani, sono state considerate alla stregua di locali abitativi.
In ogni caso i valori medi misurati nelle regioni italiane variano da 20 a 120 Bq/m3.